mercoledì 28 settembre 2011

Il canto del cigno rosso di Federica Ferretti



Il canto del Cigno Rosso, è molto più di un libro “entusiasmante”, è un vero e proprio esperimento artistico, dove gli occhi si apprestano ad ascoltare parole colorate di rosso cardinale, poi d’autunno, di bianco candido e d’azzurro.
E' un romanzo epistolare, in cui molto spesso le parole si trasformano in pura poesia...nel raccontare un amore divenuto impossibile solo nello spazio e nel tempo.
Il Cigno Rosso cioè naviga in un mare di emozioni, le quali a mano a mano assumono una triplice natura, quando consentono ai sensi non solo di sovrapporsi, ma addirittura, di intrecciarsi in un legame quasi indissolubile, ed alle pagine, di diventare autonome rispetto al tutto.
E’ così che assume i contorni di un’opera cinematografica: colpisce infatti, per lo scambio quasi sinestetico di immagini e sensazioni di un Amore che non smette di vivere ma anzi si rinnova ad ogni pagina.
I Disegni che vi sono stati distribuiti, compenetrano le frasi, gli uni compenetrano le altre, tessendo le fila di un discorso che non sarà più possibile interrompere.
La scelta di utilizzare la strategia comunicativa dell’epistola sentimentale, serve per puntare gli occhi addosso alla gente il cui cuore palpita ogni giorno delle sue stesse emozioni. Elisa, la protagonista, incarna ognuno di noi, le vicissitudini che siamo costretti a subire, fino al dolore di un bacio mai dato a chi ci ha lasciato inavvertitamente, interrompendo troppo presto un colloquio di speranze.
Il Cigno si colora di Rosso nel fornire sempre un nuovo spunto, o più semplicemente il pretesto per guardarsi dentro, fino in fondo.
Canta ossessivamente quell’Amore, pur nella sua impalpabilità, perchè sa che rivivrà ad ogni ora, in ogni sguardo, in ogni battuta, trasformandosi nel pretesto per rincominciare una vita tutta nuova, per sfruttare la seconda possibilità che non ci saremmo mai dati.


L’autrice Federica Ferretti commuove mentre narra di un mondo interiore plurisfaccettato, poliedrico che rivive a sua volta nella quotidiana follia dell’esistere. Federica Ferretti, nasce a Teramo, 34 anni fa: è laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi, per scoprire le mille sfaccettature della vita.
Direttore Editoriale di Echi da Internet, Fairie, il Mondo dell’Incanto e della nuova collana Radici, la letteratura Abruzzese, presso la medesima Rupe Mutevole, promuove una letteratura del tutto spontanea, viva, dinamica, specchio della cultura multimediale sempre più diffusa, per dare inizio ad una nuova era letteraria che però vuole conservare intatto il suo legame con i propri miti e Radici Culturali.

Il canto del cigno rosso di Federica Ferretti



Il canto del Cigno Rosso, è molto più di un libro “entusiasmante”, è un vero e proprio esperimento artistico, dove gli occhi si apprestano ad ascoltare parole colorate di rosso cardinale, poi d’autunno, di bianco candido e d’azzurro.
E' un romanzo epistolare, in cui molto spesso le parole si trasformano in pura poesia...nel raccontare un amore divenuto impossibile solo nello spazio e nel tempo.
Il Cigno Rosso cioè naviga in un mare di emozioni, le quali a mano a mano assumono una triplice natura, quando consentono ai sensi non solo di sovrapporsi, ma addirittura, di intrecciarsi in un legame quasi indissolubile, ed alle pagine, di diventare autonome rispetto al tutto.
E’ così che assume i contorni di un’opera cinematografica: colpisce infatti, per lo scambio quasi sinestetico di immagini e sensazioni di un Amore che non smette di vivere ma anzi si rinnova ad ogni pagina.
I Disegni che vi sono stati distribuiti, compenetrano le frasi, gli uni compenetrano le altre, tessendo le fila di un discorso che non sarà più possibile interrompere.
La scelta di utilizzare la strategia comunicativa dell’epistola sentimentale, serve per puntare gli occhi addosso alla gente il cui cuore palpita ogni giorno delle sue stesse emozioni. Elisa, la protagonista, incarna ognuno di noi, le vicissitudini che siamo costretti a subire, fino al dolore di un bacio mai dato a chi ci ha lasciato inavvertitamente, interrompendo troppo presto un colloquio di speranze.
Il Cigno si colora di Rosso nel fornire sempre un nuovo spunto, o più semplicemente il pretesto per guardarsi dentro, fino in fondo.
Canta ossessivamente quell’Amore, pur nella sua impalpabilità, perchè sa che rivivrà ad ogni ora, in ogni sguardo, in ogni battuta, trasformandosi nel pretesto per rincominciare una vita tutta nuova, per sfruttare la seconda possibilità che non ci saremmo mai dati.


L’autrice Federica Ferretti commuove mentre narra di un mondo interiore plurisfaccettato, poliedrico che rivive a sua volta nella quotidiana follia dell’esistere. Federica Ferretti, nasce a Teramo, 34 anni fa: è laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi, per scoprire le mille sfaccettature della vita.
Direttore Editoriale di Echi da Internet, Fairie, il Mondo dell’Incanto e della nuova collana Radici, la letteratura Abruzzese, presso la medesima Rupe Mutevole, promuove una letteratura del tutto spontanea, viva, dinamica, specchio della cultura multimediale sempre più diffusa, per dare inizio ad una nuova era letteraria che però vuole conservare intatto il suo legame con i propri miti e Radici Culturali.

martedì 10 maggio 2011

Silvestro Cutuli



SILVESTRO CUTULI

Materia/ Antimateria

a cura di
Manuela Valleriani


dal 7 al 25 maggio 2011

Venezia, S. Marco 3287 - Salizada S. Samuele 30124

Il 7 maggio 2011 è stata inaugurata presso la Galleria Forme d'Arte di Venezia, alla presenza di un nutrito pubblico e dello stesso artista, una personale di Silvestro Cutuli, originario della provincia di Reggio Calabria ma teramano d'adozione da vari anni.



Materia/ Antimateria, questo il titolo dell'esposizione, è a cura della storica d'arte Manuela Valleriani, e rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 25 maggio.

In mostra un ciclo di lavori di pittura digitale realizzati nel 2010, a testimonianza di una fervida e interessante ricerca sperimentale che Silvestro Cutuli conduce ormai da diverso tempo sulla materia.

Silvestro Cutuli è nato a Laureana di Borrello (R.C.) nel 1948. Ha conseguito il Diploma di Scultura presso l'Accademia di Belle di Belle Arti di Firenze e insegnato nel Liceo Artistico della città, oltre che in quello di Teramo. Ha svolto un’intensa attività artistica esordendo nel 1972 quale vincitore del 1° Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca di Roma, riservato agli studenti delle Accademie di Belle Arti. Ha partecipato a numerose rassegne nazionali ed internazionali, fra le quali: 1985 - Tsukuba, Expo '85 - Tsukuba ( Giappone ); Internazionale Kunstibiennale Seetal - Meisìerschwanden ( CH ); 1988 - Museo d'Arte Moderna Bagdad (Iraq ); Personale alla Galleria Les Mouettes - Losanna ( CH ); 1989 - Gruppo Horror Vacui Fondazione Bauby Firmin - Perpignan ( Francia ); 1990 - Gruppo ,' Horror Vacui Galleria Marianne - Argeles sur Mer (Francia); Art 54 Gallery - New York ;" I Maestri dell'Arte Italiana Ginza Dai Ichi - Tokio. Spiral, Minato-Ku, Tokyo(Giappone ) Canon Digital Creators Contest 2002, e 2003 Concorso Internazionale per Creatori di Immagini e Arte Digitale. Attualmente è impegnato in un importante ricerca sperimentale sull’arte digitale. Sue opere si trovano in numerosi ed importanti musei pubblici e in collezioni private in Italia e all'estero. Attualmente risiede a Teramo dove vive e lavora.


Mostre personali:

1981 Circolo Culturale Lo Svarietto - Teramo.1987 Museo Nazionale - L'Aquila 1988 Centro Arte Trifoglio " - Pescara .1988 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo 1988 Galleria Les Mouettes - Losanna (CH) .1989 Museo Nazionale - L'Aquila 1989 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo .1989 Centro Arte,' Trifoglio - Chieti 1990 Centro Arte Contemporanea Angelus Novus - L'Aquila. 1990 Ateliers Castellarte '90 - Castelbasso (TE).1991 Galleria della Tartaruga - Roma.1996 Stamperia dell'Arancio - Grottammare ( AP). 1997 Antologica Telematica con la presentazione del 1° vol. dell’Archivio dell’Arte Abruzzese Contemporanea dedicato a Silvestro Cutuli - L’Aquila. 2000: Provider Tiscali - Sito web: web.tiscali.it/Cutuli, Mostra Personale Telematica “Le interrogazioni dell’immaginario”. 2004 Provider Tiscali – Sito:web:web.tiscali.it/cutuli - Mostra Personale Telematica “Riflessa Mente” D’Après William Turner, opere digitali di grande formato. 2005 Provider Tiscali - Sito web : www.silvestrocutuli.it – Mostra Personale Telematica “Stones” opere digitali di grandi dimensioni. 2005 MU.SP.A.C. - Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea L’aquila15 / 31 dicembre 2005 - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005. 2006 Pinacoteca Civica di Teramo - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005 - 21/1/ - 3/ 3 / 2006. 2007 Galleria dell’Artistico – Treviso - “Madreterra” - 3 -18 / 4 / 2007. 2007: Centro Arte Contemporanea “Il Castello” Maddaloni (CE) “ Madreterra “ 2 - 28 / 6 / 2007. Banca di Teramo “Il lato oscuro / Le porte del nulla “ 4 Marzo - 4 Aprile 2009.


Hanno tra gli altri scritto: G. Amodio - G. Benedetto - C.Fabrizio Carli - T. Cianciotta - R. Ciprelli F. Colombo - G. Corrieri - T. Coltellaro - M. D' Alessandro - A. D'Amore - E. Di Carlo - M. Di Cicco - E. Di Federico - G. Di Genova - R. Di Marzio - A. Di Nicola - T. Filippini - L. Paolo Finizio - R. Fiorini - A. Fusaro - M. Gallucci - A. Gasbarrini - J. Giganti - F. Giovannetti - F. lanni - R. Mancini - A. Marroni - L. Martella - M. Martelli - A. Melarangelo - C. Melloni C. Mezzasalma - G. B. Nisii - F. Pennella - G. Perrotti - M. Profeta - M. Cristina Ricciardi - N. Rosa - L. Rucci - G. Saverioni - M. Schioppa - E. Sciarra - G. Sgattoni - F. Sortino L. Strozzieri - A. Tatafiore - M. Troilo - M. Valleriani - S. Ventresca - A. Visconti.


Contatti:

studio: via Cona, 101 - 64100 Teramo - tel./fax: 0861 - 245106.
abitazione: via A. Diaz, 34 - 64100 Teramo - tel. 0861 - 240696
cell.: 320 - 0414840
e-mail:
infotiscali@silvestrocutuli.it
sito web:
www.silvestrocutuli.it

martedì 12 aprile 2011

Cristiana Alicata di Carina Spurio


Cristiana Alicata


Verrai a trovarmi d’inverno


Edizioni Hacca, 2011


Intervista di Carina Spurio


D:“Verrai a trovarmi d’inverno” non è un romanzo autobiografico ma un romanzo alla ricerca della propria identità. Lo scrive nell’epilogo intitolato “cose che si scrivono alla fine”. Dentro le pagine del suo libro ci sono le donne coraggiose e diverse: Elena, Gina e Liz che a Pantelleria aspetta due cose “Il coraggio di presentare la richiesta al tribunale per il cambio di sesso. E il grande amore.” Da secoli ciò che è diverso ci spaventa. Ed è attraverso la paura che si inizia a ragionare per “luoghi comuni”. Così, il siciliano diventa un mafioso. Il milanese uno snob. L’uomo di colore rimane sporco e cattivo. L’omosessuale un malato …


R: …il problema oggi è che si governa con la paura. Si sposta il problema della propria incapacità, da quella politica a quella emotiva, su qualcosa di diverso. Si alimenta un feticcio, un nemico. Farlo significa tenere protetto e pulito un intorno. Illudersi di farlo. Dobbiamo ricominciare ad infilare le dita nella vita. Credo che i protagonisti del mio romanzo imparino questo alla fine. D: Cristiana lei è ingegnere, vive a Roma ed è militante del Partito Democratico perché vuole un’Italia diversa. Inoltre, é un'attivista del movimento lesbico, gay e transessuale. Nel nostro paese si continua a difendere la famiglia tradizionale formata da un uomo e una donna ma ancora non si riconosce, né si tutela, quella omosessuale …

R: Mi viene da sorridere. In Italia si difende la parola famiglia. Le stesse persone che difendono la famiglia tradizionale poi privatizzano gli asili, non ne aprono di nuovi, non muovono un dito per aiutare le donne italiane a fare più figli, tolgono soldi alla scuola. Parliamo di numeri. Nei Paesi meno omofobi c’è più scuola pubblica e si fanno un sacco di bambini. Persino nelle nostre regioni dove le politiche sociali sono più attente alla famiglia le coppie gay sono più protette da strumenti di welfare. Come l’Emilia Romagna per esempio. D:Sullo sfondo del suo romanzo, i luoghi: Pantelleria, “il dammuso, il carico di abitudini e di odori, un’insieme di consuetudini.” E poi Roma e Amelia, in Umbria, luogo in cui ci informa sia avvenuto il parto del suo romanzo …


R:Si dimentica di Torino. Viaggio molto. E la scrittura viaggia con me. Si succhia i luoghi attraverso i miei occhi. Pantelleria una vacanza, Torino una latitanza, Roma la casa, Amelia un luogo dell’anima. D: Di donne che l’hanno sostenuta ce ne sono molte: Silvia Greco, Francesca Melandri, Concita De Gregorio, Francesca Chiappa e Caterina Morgantini …


R:Credo che sia cominciata una nuova era. Quella in cui le donne si riconoscono, si leggono, si sostengono. Non sono più in competizione. E’ come la cultura. Viviamo in un mondo competitivo, ma l’unica cosa che non dobbiamo mai mettere in competizione è la produzione culturale: possiamo leggere centinaia di libri, vedere film, andare a teatro. La stessa cosa vale per le discriminazioni. Tra donne e tra omosessuali. Fare squadra fa bene a tutti. Ognuna di loro ha messo un pezzo di cuore, di competenza, di dolcezza per farlo nascere. Devo loro molto. Non solo a loro. Ovviamente. D:Afferma: “dovrei scrivere un altro libro per raccontare la storia di Verrai a trovarmi d’inverno” eppure, in questo libro, lei ha graffiato il buio per vedere affiorare la luce. Cosa manca?


R: A volte si arriva in un luogo partendo da tutt’altro presupposto. Quando ho cominciato a scrivere non sapevo dove sarei andata a finire. D:Cosa vuol dire essere donna oggi, in un tempo in cui le immagini subiscono il culto della forma, allargandola, anche chirurgicamente, nei punti consacrati alla libidine e riducendola obbligatoriamente nello spazio restante?

R:E’ difficile. Siamo bombardati da un modello che sembra l’unico accettabile e vale anche per i maschi. Siamo imbevuti di conformismo nascosto negli eccessi del nostro tempo. Guai a discostarsi. D:Chi è Cristiana Alicata?

R:Una donna di 35 anni che si incazza per le ingiustizie e che scrive da quando ha 6 anni e che fatto quasi 20 traslochi in giro per l’Italia e adesso si fermata. Finalmente. D:Penna a sfera o matita?

R:Matita. 2B e con un temperino di metallo sempre vicino. D:Che libro sta leggendo attualmente?

R:“Mia madre è un fiume” di Donatella Di Pietrantonio, edizioni Elliot. Il rapporto con la madre malata, con una malattia degenerativa. E’ ambientato in Abruzzo, che poi è il mio luogo di lavoro attuale. C’è tanta Italia dentro, l’Italia dei nostri nonni. E’ molto poetico anche nella descrizione della difficoltà con cui la figlia si relazione “fisicamente” alla madre. D:Cos’è per lei l’amicizia?

R:La mia vera famiglia. D:Si sente mai sola?

R:Sì, quando sono in compagnia di persone con cui non sono in sintonia. D:Pensa di regalarci un nuovo romanzo in futuro?

R:Spero più di uno. D:Vive a Roma, che rapporto ha con la sua città?

R:Quando ero piccola e vivevo a Bergamo mi ricordo che a 6 anni ne provavo nostalgia. Diciamo che malgrado abbia sangue siciliano vecchio di 700 anni, è la mia città e la amo. Però a volte mi fa incazzare di brutto, così come accade con le passioni forti. A volte vorrei andarmene in una città del nord Europa, pulita, sistemata, distribuita in modo diverso, con i teatri fruibili, i locali allegri, le domeniche calme, poco traffico, la vita più lunga insomma. Poi Roma, che ti trattiene sul GRA anche per ore, ti regala le passeggiate sul Tevere (sulle banchine) che sono da mozzare il fiato. O il caldo che sale dai sanpietrini del centro. O gli odori di sugo delle trattorie dei quartieri popolari. Vorrei solo che tutto questo fosse più accessibile a tutti. Roma non è più una città per giovani, né per bambini, né per vecchi. D: <> (dalla sua quarta di copertina). Lei è innamorata?

R:Sì. D: Una domanda che non le ho fatto?

R:Una risposta che non le ho dato? Cristiana Alicata (1976) è ingegnere, vive a Roma. Milita attivamente nel PD e combatte per il riconoscimento dei pieni diritti della comunità lesbica, gay e transessuale. Ha pubblicato il romanzo Quattro (Il Dito e La Luna, 2006) e un racconto nell’antologia Principesse Azzurre da Guardare (Mondadori, 2007).

martedì 22 aprile 2008







Intervista di Marco De Federicis


E' uscito da poco i tuo terzo libro di versi "Lacca di garanza", una raccolta di 48 poesie che rappresentano la tua consacrazione in campo internazionale. Cosa ha rappresentato per te questo volume?


Quasi tutte le poesie presenti nel libro sono nate osservando opere d'arte e nel libero errare dei sensi ho fissato in versi la mia totale immedesimazione con esse. La scrittura e l'immagine si sono fuse nel mio inconscio diventando unico sentire che scivolando sui colori delle opere degli artisti è diventato un colore nuovo che mi ha fatto condividere i versi Pessoa "Il poeta è un fingitore...." nella Poesia "Nero di vite", nata osservando l'Opera d'arte di Giovanna Liberatoscioli dal titolo "Elisabetta", oltre a rivivere l'atto creativo dell'artista, ne ho percepito anche lo stato d'animo " e così scrivo: “ti dipingo con i colore dell'anima: invento l'amore!" E il poeta arriva a sentire con l’immaginazione come dice Pessoa; "Finge così completamente/che arriva a fingere che è dolore/il dolore che davvero sente".

"Lacca di garanza" è un piccolo universo in versi in cui , la vaghezza musicale, si affida al viaggio solitario tra le opere d'arte che si compenetrano tra sintassi e ritmo mentre riflettono colori e sfumature sorprendenti. Questo volume mi ha dato la consapevolezza di esistere nella letteratura "ufficiale”. La Casa Editrice romana consente alle pubblicazioni dei nuovi autori la massima visibilità per mezzo vari strumenti diffusivi come la Radio e Internet, io stessa ho partecipato alla trasmissione radiofonica "La luna e i falò" e sono stata inserita sul sito www.ilfloonline.it e sui siti che ospitano le principali case editrici italiane www.ibs.ir e www.unilibro.it. Di recente, "Lacca di garanza", dopo un’attenta e accurata selezione da parte della casa editrice "Il Filo", è stato inserito tra i titoli alla festa del Libro e delle Culture Italiane che si è svolta a Parigi l'1, 2 e 3 febbraio, 2008.



Da dove ha origine il titolo “Lacca di garanza”?


Nasce da una lezione di pittura alla quale ho assisito. Il rosso era un colore ricorrente nelle opere degli artisti che ho commentato in versi, dunque, non mi sono limitata ad osservare solo le figure nel globale o camminarci dentro ma ho voluto conoscere anche i nomi specifici dei colori. La radice della garanza o robbia contiene sostanze coloranti e principalmente: l'alizarina e la porporina. Dalla radice essiccata si ricava un pigmento laccato rosso che si impiega per realizzare un colore ad olio.



Scoprire la Poesia è stato il risultato di un processo o è stato per illuminazione?


Direi il risultato di un processo. Ho iniziato a scrivere da giovanissima ma ho pubblicato le prime poesie tardi. A causa della mia eccessiva immaginazione i miei stati d'animo possono sconfinare l'uno nell'altro e in pochi minuti oltre al solito gesto scontato e quotidiano riesco ad assecondare un pensiero che mi trascina altrove. Sono una sintesi di due entità a spasso tra il reale ed il fantastico. Per me l'elemento inconscio ha sempre avuto una grande importanza, per questo l'ho lasciato libero sulla carta, considerando a priori che in certe affermazioni avrei anche potuto non riconoscermi. La mia penna a contatto con la carta non ha mai seguito un tratto continuo, sono sempre andata a capo. Tecnicamente la Poesia è più ardua della prosa, ha bisogno di una dose di perfezionismo e di ricerca nei termini e a me piace moltissimo concentrare in esili versi parole vigorose che rotolano nei suoni e non osano domande perchè temono risposte.


Scrivere una Poesia è come scrivere un'autobiografia?


Sì. Ci sono momenti di estrema intimità in un verso in cui attimi di esaltazione rielaborano ricordi, momenti, l'amore.



Quali sono stati i poeti che hai amato di più?


Da adolescente amavo Foscolo. Il mio insegnante di Italiano, Don Mario Quaranta, aveva uno strano modo di comunicarci la letteratura italiana. Durante le lezioni sembrava entrare in una sorta di catarsi poetica fino ad arrivare ad un' immedesimazione talmente forte che lo rendeva ultraterreno e "all'ombra dè cipressi e dentro l'urne" sembrava di esserci davvero. Foscolo mi accompagnò fino alle superiori diventando il protagonista degli esami di maturità. Successivamente conobbi Neruda e mi innamorai della sua poesia dai suoni dolcissimi e avvolgenti. Ammiro anche alcune donne, ad esempio la Merini ( alla quale ho dedicato un articolo su "Hermes" mensile dell'alto aterno, L'Aquila.), la Cvetaeva. Leggo poesie in base ai giorni ed agli umori, come tutti, credo.



L’ultimo libro che hai letto?


La biografia di Gabriele D’Annunzio.


Un libro a te molto caro?


Il codice dell’anima di J. Hillman



Qualche notizia sui tuoi progetti futuri?


E’ in stampa il mio quarto libro di versi dal titolo “Tra Morfeo e vecchi miti” questa volta il titolo nasce da un verso estrapolato dalla poesia “Euritmia cromatica”, vincitrice del II° Concorso Nazionale in metrica Dante Alighieri che si è svolto a Padova. La poesia e stata gentilmente concessa e commentata dal Dott. Vincenzo Grasso Editore. Il libro avrà la prefazione di un importante e storico giornalista abruzzese il Dott. Sandro Galantini. Il 2008 prevede un doppio appuntamento con l’estero, sono stata invitata al Convegno Internazionale “Dìtet e Naìmit” che si svolgerà a Tetovo (Macedonia), dedicato al più grande poeta del rinascimento albanese, Naim Frasheri.


domenica 14 ottobre 2007

IX Edizione Premio Nazionale Beato Errico

Sabato 13 ottobre 2007 h:16:30
I Missionari dei Sacri Cuori di Secondigliano hanno festeggiato la IX Edizione del Premio Nazionale di Poesia dedicato al Beato Gaetano Errico, organizzato dall’Associazione Padre Gaetano Errico o.n.l.u.s.
L’incontro con la poesia continua da nove anni e l’interesse nel cesellare nello spazio di una strofa pensieri ed emozioni non è disgiunto dall’arte.
“Liberi. Oltre i processi temporali e i fenomeni storici, un atto di volontà puramente interiore, sterile di risultati visibili, difficile da comprovare e da riconoscere.”
E’ stato questo il tema del IX Premio Nazionale di Poesia dedicato al Beato Errico a cui hanno partecipato l’Onorevole Francesco Rutelli, Ministro per i beni e le attività culturali e Vicepresidente del consiglio, l’Onorevole Rosa Russo Iervolino, Sindaco di Napoli, p. Salvatore Izzo Generale dei Missionari dei Sacri Cuori, Giuseppe Esposito, Presidente Della VII Municipalità, il Dott. Gennaro Ferrara, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Partenope, Salvatore Testa, il Dott. Vincenzo D’Onofrio e Antonio Pugliese, Vice Presidente della Provincia di Napoli.
Hanno presentato l’evento la Dott. ssa Rosita Longobardi e il Rettore della casa madre p. Vincenzo D’ Antico.
Il pubblico numeroso ed attento ha applaudito l’arrivo dell’Onorevole Francesco Rutelli seguito dopo pochi minuti dall’Onorevole Rosa Russo Iervolino.
Francesco Rutelli ha ringraziato i Missionari dei Sacri Cuori per avergli concesso l’opportunità di conoscere meglio Secondigliano e racconta ai presenti in sala che dopo aver ricevuto l’invito ha deciso di partecipare in segno di amicizia, stima e gratitudine e così ha concluso il suo intervento pubblico:
“Voglio dirvi che questa breve visita, non rimarrà un appuntamento isolato, perché, noi, le belle contrade italiane le vogliamo far rinascere e vi prego, di considerare la mia presenza qui, come amicizia e confido, in futuro, che ci si possa prendere per mano e andare avanti con amicizia.”
Altrettanto calorose sono state le parole dell’Onorevole Rosa Russo Iervolino che così ha esordito: “ Sono sei anni che partecipo a questo premio e Francesco (rivolta all’Onorevole Rutelli) lo abbiamo visto crescere. Il cammino di crescita del premio ha coinciso con il processo di beatificazione del Beato Gaetano Errico, del quale, non pensavo così presto, si fosse raggiunta la canonizzazione. Francesco, vedrai che ti regaleranno il libro del Beato!
Mi meraviglio di come un invito alla composizione poetica, in un luogo poco famoso e senza tanti mezzi, possa avere ormai questa dimensione nazionale. Come c’è un contagio del male, c’è anche un contagio del bene in questo caso la cultura.”
Alla conclusione dell’intervento del Sindaco di Napoli, p. Salvatore Izzo ha consegnato personalmente le targhe in ricordo del premio di poesia agli onorevoli.
Intense le parole di p. Salvatore Izzo il quale così si è espresso rivolgendosi agli onorevoli ed alle autorità presenti oltre che al pubblico presente in sala:
“La vostra presenza è segno di sensibilità e disponibilità. Ci onora e ci incoraggia ad un maggiore impegno, per quanto ci compete, nel processo di promozione e liberazione dell’uomo da ogni forma di schiavitù, tema proposto nella edizione del premio di poesia di quest’anno.” Poi, rivolto al Ministro Rutelli: “Questa per Lei è la prima visita al nostro quartiere di Secondigliano. Un quartiere le cui problematiche sono ben note e sulle quali le luci della ribalta televisiva spesso si sono accese. Ma, mi creda Sig. Ministro, la maggioranza del popolo di Secondigliano è gente buona, di sani principi e soprattutto, ha una grande voglia di uscire da questa stagione di emergenza per ritornare ad essere un quartiere abitato da gente laboriosa e capace di immaginare e costruire una realtà segnata da sicurezza, progresso e vivibilità.”
Tra un intervento e l’ altro il suono delle parole delle poesie vincenti si sono inseguite tra commoventi metafore e sinestesie, nella voce recitante di Mariagrazia D’Amore. Il canto di ogni verso, ha lasciato intatti i sogni, cullati nelle dinamiche di un tema tanto inconsueto quanto profondo.
I vincitori della IX Edizione del Premio di Poesia Beato Gaetano Errico: per la sezione lingua, il primo classificato è stato Giuseppe Bagno con la poesia “Il muro”, seconda classificata, Assunta Caruso con la poesia “Libero incanto”, terza classificata, Chiara Pollo con la poesia “Voglia di libertà”. Si sono classificati nelle menzioni speciali della giuria; Irene Memoli con la poesia “Libertà”, Mariateresa Di Mauro con la poesia “Grido” e Fabrizio Antilici con la poesia “Il canto del mendicante”.
Per la sezione vernacolo napoletano: Vincenzo Russo con la poesia “ A libertà”, Raffaella Scale “ ‘O curaggio ‘e cagnà” a Adriana Fiore “Vulà senza ‘e scelle”. Le menzioni speciali sono state assegnate ad Antonio Basile “ ‘A libertà” e Gerardo Altobelli “Libertà”.
270 i partecipanti al premio. Le liriche sono state raccolte nell’antologia poetica dal titolo “Liberi” la cui immagine di copertina celebra l’opera di un artista napoletano Adriano Torri (1925-2007).
L’opera, dal titolo “Figura con palloncino” è del 1997, esprime artisticamente il tema di questa edizione del concorso nella volontà dell’uomo che prostrato e provato dalla vita non perde la voglia di giocare.
L’intrattenimento musicale è stato del gruppo “ E sona mò trio”.

I poeti partecipanti hanno confermato quanto al poesia sia scambio, interazione, accoglienza e l’incontro annuale un perpetuo movimento che si arricchisce sempre più di nuove presenze e di nuove voci, arrivate a Secondigliano come portate da una brezza autunnale su una spiaggia mediterranea che hanno restituito vita alla poesia.

Carina Spurio